.
Annunci online

20 agosto 2011
riforme degli enti locali !!!!!!
Ma perché non si decide veramente di ridurre il numero degli enti locali?

La riduzione degli enti locali dovrebbe servire a migliorare i servizi ai cittadini e a ridurre i costi e gli sprechi , vedi auto blu e relativi autisti  a presidenti vari , prefetti , assessori e molti altri ...

Il governo e anche le opposizioni hanno un paura folle di perdere potere i loro piccoli feudi, perché in molte circostanze sembra proprio di essere in quel periodo di privilegi e di ricerca di compiacere ai potenti,
Enti senza mezzi finanziari , o meglio solo con i soldi per pagare i dipendenti, non servono a nulla!!! 
Questo è quello che accade oggi alle Provincie.

Per quanto riguarda la riforma delle Provincie , occorre provvedere alla trasformazione delle Provincie in uffici regionali decentrati e cancellare il livello politico.
Affidare alle Regioni il compito della riorganizzazione del decentramento in base a popolazione e territorio con parametri definiti dallo Stato validi per tutte regioni e questo anche per quanto i tribunali.
Non occorre inventarsi nulla basta vedere come hanno fatto i paesi europei, meglio organizzati.

Per i piccoli Comuni il problema riguarda l'impossibilità di garantire adeguati servizi ai cittadini.
Come minimo un Comune dovrebbe avere una dimensione minima 3000 abitanti per  poter disporre in modo continuativo della vigilanza urbana ,  servizi comunali , asili nido,  scuole, servizi di sculabus, servizi socio-assistenziali ecc.
Per garantire un periodo di transizione , basterebbe prevedere la rappresentanza in giunta di almeno un assessore per ognuno dei comuni preesistenti, solo per la prima legislatura dopo l'istituzione del nuovo Comune.

La riforme delle Provincie e dei Comuni dovrebbero avere tempi certi, brevi  e non prorogabili, pena la decadenza dei consigli regionali.
Le riforme fatte al'italiana  con tempi lunghissimi e con infinite proroghe garantiscono solo il mantenimento dei costi!!! e dei benifici per i soliti.

Sicuramente si libererebbero molte risorse  e si avrebbero servizi migliori, scuole migliori e sempre con il tempo pieno, servizi gratuiti di trasporto per gli alunni , asilo nido per ogni comune e molti altri servizi indispensabili.
Si avrebbe un sostanzioso risparmio di denaro, speso attualmente in modo improduttivo.

mauro beltramini

14 agosto 2011
riforma pensioni
La pensione costituisce per i cittadini una garanzia economica per il mantenimento di un adeguato tenore di vita nel tempo.
Si tratta di un risparmio forzoso che obbliga di fatto le persone ad accantonare i soldi per gli anni successivi al termine della attività lavorativa.
La gestione delle pensioni non dovrebbe costituire un costo per la comunità cioè per lo stato, se questa gestione fosse fatta correttamente in base a criteri matematici attuariali , come avviene per le società di assicurazioni.
Inoltre se questa gestione fosse gestita da un ente senza scopo di lucro,  vedi INPS, dovrebbe essere economicamente più conveniente per i cittadini.(il controllo della gestione di questo ente dovrebbe essere certificato molto molto bene)

Un problema separato dovrebbe essere la gestione delle pensioni sociali per quelle persone che, per vari motivi, non abbiano potuto versare i contributi. Anche i versamenti di contributi in caso di maternità o di malattia dovrebbero rientrare in tale categoria.
il costo di queste  pensioni sociali e di questi contributi dovrebbe gravare sul sistema di fiscalità generale. E' molto importante definire con precisione i costi  sociali.
Troppe volte si sente parlare di equilibrio del sistema pensionistico senza sapere bene di cosa si stia parlando.

La mia proposta consiste nel porre un massimale all'imponibile contributivo , per esempio 3000 euro mensili.
TUTTI i cittadini che percepiscono redditi devono versare i contributi per la pensione all'ente previsto , INPS, entro il limite del massimale definito uguale per tutti.
Chi volesse, sempre entro il limite previsto , potrebbe versare contributi integrativi volontari.
Chi volesse avere pensioni più elevate potrà ricorrere a forme assicurative del mercato.
AltrI contributi a enti di categoria o a fondi di ordini professionali dovrebbero essere assolutamente facoltativi.
Questo aiuterebbe a mettere in concorrenza questi enti o fondi, o ad eliminarli, con altre forme assicurative presenti sul mercato ed eviterebbe la presenza di enti ,vedi Enasarco e simili,  che ritengo siano dei carrozzoni clientelari e anche peggio.

Grazie per i vostri commenti

mauro beltramini


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. pensioni riforma pdnetwork

permalink | inviato da mabeltra il 14/8/2011 alle 13:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

sfoglia